LUCA BRAY PORTA IL SUO BLU AL CASTELLO DI ACAYA
dal 17 settembre, le sale del Castello di Acaya si tingono dell’energia visionaria di Luca Bray. In mostra anche il docufilm vincitore “Io Corro”
C’è un blu che non è solo un colore. C’è un blu che è un grido, un viaggio, una firma. È il “blu Bray”, quella tonalità profonda e ipnotica che il pittore Luca Bray ha fatto sua durante i sedici anni vissuti in Messico, e che ora torna a casa, in Puglia, per invadere le sale del Castello di Acaya.
Giovedì 17 settembre 2026, alle ore 18.30, il Castello di Acaya, gioiello del Polo Biblio-museale di Lecce, aprirà le porte a “Alerta Azul”, la seconda personale in terra salentina di Luca Bray.

Un titolo che è già un programma ma che va compreso nella sua vera essenza. Come spiega lo stesso Bray: “La parola ‘Allerta’ presente nel titolo della mostra non è da intendersi in senso emergenziale, come qualcosa a cui ci si debba preparare, ma come attenzione da porre sull’unione tra il blu del mare e del cielo, lì dove non si può comprendere più quale sia la loro differenza”. È proprio questo il cuore profondo di “Alerta Azul”: un invito a superare i confini, a dissolvere le separazioni, a perdersi in quell’orizzonte dove il blu del cielo e quello del mare si fondono in un’unica, infinita vibrazione.
Nato a Orzinuovi nel 1971, diplomatosi all’Accademia di Brera con il massimo dei voti e il Premio dell’Anno in Pittura, Luca Bray ha scelto da subito di non avere confini. Ha esposto a New York, Shanghai, Tokyo, Manila, ma è stato il Messico a segnarlo per sempre. Lì ha costruito il suo linguaggio: una pittura astratta e materica, fatta di strati, di cancellature, di parole che affiorano dalla tela.

“Prima di dipingere prendo il carbone e scrivo una frase, una lettera a me stesso. Poi coloro, aggiungo strati, cancello. Alla fine, come per magia, le parole più importanti riemergono. È il mio modo di raccontarmi, di mostrarmi dal dentro”. Ed è proprio questa dimensione intima a rendere ogni sua opera unica. Le tele di Bray non sono quadri: sono pagine di un diario visivo, dove il colore si fa carne e la parola si fa materia. Il visitatore non osserva, ma scava. Cerca le parole nascoste, si lascia guidare dalle tracce, scopre storie che sembrano parlare anche di lui.
Ma “Alerta Azul” non è solo pittura. All’interno del percorso espositivo, il pubblico potrà assistere alla proiezione del docufilm “Io Corro”, diretto da Barbara Zonzin e recentemente premiato con il Las Vegas Shorts Award 2025. Il film racconta la vicenda umana e artistica di Bray: “Faccio tutto quello che voglio, come posso. Così rimango libero. Niente può limitarmi”. Un messaggio potente che attraversa tutto il film e che riecheggia in ogni sua opera.
La scelta del Castello di Acaya come sede non è casuale. Le sue mura cinquecentesche, il borgo fortificato, l’atmosfera sospesa tra storia e silenzio diventano la cornice perfetta per un’arte che guarda al futuro senza dimenticare il passato. Un dialogo suggestivo tra l’architettura rinascimentale e l’energia visionaria di Bray, che resterà aperto al pubblico fino al 7 gennaio 2027.
Non resta che segnare la data: 17 settembre, ore 18.30. Il Castello di Acaya si tinge di blu. E quel blu, come solo Luca Bray sa fare, racconterà storie che non si dimenticano.
Informazioni utili
Titolo: Alerta Azul Personale di Luca Bray
Vernissage (aperto al pubblico): 17 settembre 2026, ore 18.30
Sede: Castello di Acaya, Largo Castello – Acaya, Vernole (LE)
Periodo: dal 17 settembre 2026 al 7 gennaio 2027
Orari: Settembre – da martedì a domenica dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20.
Ottobre – novembre – dicembre – gennaio – febbraio – marzo da martedì a domenica dalle 10 alle 12 e 30 e dalle 16 alle 18.30.
Ingresso: gratuito





















